Fiscale > "Regime forfettario per gli agenti di commercio. Cambia qualcosa nel 2021?" a cura della Redazione > Radio Agenti

Fiscale | 22/02/2021 | 11:10 | aggiornato 22/02/2021 | 12:46
Regime forfettario per gli agenti di commercio. Cambia qualcosa nel 2021?
Tutti i requisiti con cui gli agenti di commercio possono accedere al regime forfettario nel 2021
della Redazione

Quali sono i requisiti per accedere al forfettario 2021 e quali le cause di esclusione da questo regime semplificato? Il nuovo anno ha portato novità nel forfettario?

 

Con il supporto del dott. Massimiliano Bellucci, consulente fiscale esperto in materia di agenti di commercio e consulente di Radio Agenti, rispondiamo a queste e altre domande!

 

Chi può accedere al regime forfettario?

Nel 2021 possono accedere al forfettario, o rimanere in questo regime se lo avevano già scelto nell’anno precedente, gli agenti di commercio che nel 2020 non abbiano superato i 65 mila euro di ricavi e che, nello stesso periodo, non abbiano versato più di 20 mila euro lordi di compensi e stipendi ai propri collaboratori.

 

Esistono delle cause di esclusione dal regime, come la partecipazione a società di persone (ad esempio, S.n.c e S.a.s.), la detenzione di quote di controllo (diretta o indiretta) di società di capitali, nonché la partecipazione ad associazioni professionali o imprese familiari.

 

Il 2021 ha portato novità per gli agenti di commercio in regime forfettario?

Possiamo subito tirare un sospiro di sollievo perché la Legge di Bilancio 2021 non ha introdotto novità al riguardo, per cui nel 2021 non ci sono variazioni al regime forfettario. Si vociferava dell’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica anche per i forfettari a partire da questo nuovo anno, ma la realtà è che nulla è cambiato e non sono stati introdotti ulteriori adempimenti da assolvere.

 

I vantaggi del regime forfettario

Gli aspetti allettanti di questo tipo di regime fiscale sono costituiti dalla contabilità semplificata, dallo snellimento delle procedure di archiviazione e registrazione delle fatture, che non devono essere obbligatoriamente emesse in forma elettronica. Quello che salta maggiormente agli occhi, e costituisce la vera sirena che spinge i contribuenti ad aderire, è costituito dalla maggiore leggerezza dell'imposizione fiscale. Un’unica imposta sostitutiva pari al 15% – che diventa 5% in caso di nuova impresa con determinati requisiti – viene applicata sul reddito imponibile.

 

Come si calcola il reddito imponibile?

Sull’ammontare dei ricavi, deve essere applicato un coefficiente di redditività prestabilito e che cambia a seconda dell’attività. Per gli agenti di commercio questo coefficiente è pari al 62%, in quanto viene loro riconosciuto una spesa forfettaria pari al 38%. Semplificando molto, e solo per rendere più chiaro un quadro altrimenti piuttosto oscuro, facciamo un esempio: se il fatturato fosse pari a 100 euro, l'agente pagherà un'imposta sostitutiva del 15% su soli 62 euro. Quando invece le imposte nel regime ordinario vengono calcolate sulla totalità. Una bella differenza.

 

Il forfettario 2021: solo vantaggi dunque?

Esistono anche note dolenti, come quella dell'assenza di deduzioni e detrazioni. Quindi le detrazioni per spese mediche, quelle relative a ristrutturazioni e familiari a carico, laddove l'aderente al regime forfettario non avesse altri redditi soggetti ad Irpef, sarebbero un lontano ricordo.

 

I costi aziendali non saranno detraibili, compreso quello per il noleggio dell'auto o quello del suo acquisto, che sappiamo essere una quota importante delle spese di un agente di commercio. Quindi, il consiglio fornito a chi si accinge ad acquistare un'automobile per il proprio lavoro, o che l'abbia già acquistata, e non siano ancora trascorsi i 5 anni per ammortizzarne l'iva, è ponderare bene la decisione. L'imposta sul valore aggiunto non sarà più detraibile, tanto più che l'agente di commercio che emetta fatture in regime forfettario non la riscuote.

 

Il consiglio è dunque quello di fare un’attenta valutazione della propria situazione e delle spese della propria attività prima di passare in regime forfettario. Occorre considerare ogni aspetto per non correre il rischio di perdere gli aspetti positivi in corso d'opera.

 

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Non essere obbligati alla fatturazione elettronica è davvero un vantaggio?

Su questo punto è necessaria molta cautela. Infatti, immaginando l’infausta evenienza di perdere i requisiti del regime forfettario durante l'anno, occorrerebbe recuperare non solo tutto quanto non versato dal punto di vista delle imposte, ma sarà anche indispensabile rimettersi in pari con le fatture. Ed emetterle e registrarle nel sistema di interscambio il prima possibile, per evitare multe salatissime. È un adempimento in più quello dell’emissione della fattura elettronica – vero –, ma consigliato anche a chi è in regime forfettario perché potrebbe risparmiare molti grattacapi.

 

Tanto più che l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere al contribuente, con controlli a campione, di produrre documentazione che attesti le spese sostenute per produrre quel reddito. Gli agenti di commercio lo sanno bene, le provvigioni non arrivano senza che venga speso denaro per carburante, che si paghi una connessione internet, che si acquisti cancelleria o un pranzo veloce in tavola calda. Ebbene, queste spese, che non vengono detratte, e che non devono essere tenute in considerazione nella dichiarazione dei redditi nel caso di un forfettario, potrebbero essere richieste dall'ente preposto ai controlli fiscali, anche se al solo fine di un’indagine; tale mancanza di trasparenza potrebbe costruire un evidente pericolo.

 

La riduzione dei contributi INPS per i forfettari: occorre un’attenta valutazione

Altro punto da valutare bene è quello della contribuzione. Vero è che il contribuente nel regime forfettario può richiedere il 35% di riduzione di contributi Inps. Bene, direte voi. L'istituto previdenziale, se questi contributi, scontati, versati nel proprio cassetto previdenziale, non arrivassero al minimale, non potrà riconoscere l'anno per intero, ai fini dell'anzianità pensionistica.

 

Tiriamo le somme!
Nel complesso, tirando le somme, si tratta di un vero campo minato, in cui è bene non farsi guidare da voci e impressioni, ma analizzare freddamente cifre e andamento del lavoro. E che potrebbe, di certo, rappresentare una importante opportunità, soprattutto all'indomani della fine dell'annus horribilis 2020, in cui la pandemia ha dato una spallata a un'economia non certo florida, e ha contratto notevolmente le provvigioni di moltissimi agenti di commercio, che potrebbero quindi realizzare di detenere i requisiti per accedere al regime forfettario e trarne molti benefici.

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