Il cliente della mia zona assorbito da un gruppo di un’altra regione. Quali conseguenze?

Il cliente della mia zona assorbito da un gruppo di un’altra regione. Quali conseguenze?
Obbiettivo Agenti | 02/12/2019 | 12:23 | aggiornato 02/12/2019 | 14:23

Ad Obbiettivo Agenti, ospite di Davide Ricci il legale Lorenzo Bianchi. Insieme affrontano la vicenda di Riccardo, agente di commercio che ha scritto alla redazione di Radio Agenti esponendo il suo caso.

Un suo cliente storico, nel settore farmacia, è stato acquisito da un grande gruppo operante in un'altra regione; a fronte di questo, può l'ascoltatore reclamare provvigioni per la merce inviata nella provincia di sua competenza, o chiedere la liquidazione sul suo fatturato sviluppato negli anni?

 

Appuntamento alle 13:05!


Il riassunto della puntata:

Un cliente storico viene assorbito da un gruppo che svolge la sua attività in un’altra regione e quindi viene tolto al portafoglio clienti dell'agente di commercio. Provvigioni e indennità su quel cliente gli spettano ancora?

In linea generale, chi procura l'affare ha diritto alla riscossione delle provvigioni. Probabilmente, il collega di Riccardo, che materialmente ha condotto l'affare, matura le relative provvigioni. Tuttavia, nel mondo agenziale vige la libertà di pattuizione, quindi l'ascoltatore potrebbe anche avanzare in azienda la richiesta di una quota su quello stesso affare. Al riguardo della liquidazione, il legale si mostra meno possibilista: questa scelta, il cambiamento che è avvenuto, non è stata decisa dall'azienda, che da quel momento ha cominciato a vedere arrivare gli ordini da un altro agente.

Altro aspetto su cui si concentra il dibattito in studio è la fatturazione; il gruppo proprietario fattura in una regione diversa da quella di Riccardo, pur tuttavia consegnando merce nel punto vendita che invece è nella zona di Riccardo. Ma quella che sembra una criticità, di solito, viene regolamentata direttamente dal contratto, che stabilisce che la provvigione viene ripartita a seconda del luogo di fatturazione, o della sede legale del cliente, o del luogo di consegna della merce.

In un ipotetico scenario in cui non sia chiarito nulla, al riguardo, sul contratto, la prima cosa da stabilire è la paternità dell'affare per determinare a chi spetta la provvigione. Se è un collega, allora si potrebbe pensare a una ripartizione, se invece è direttamente l'azienda mandante, a una provvigione indiretta o addirittura a un'ipotesi risarcitoria. D'altro canto, una maggiore quantità di merce nella zona dell'agente gli preclude possibilità di sviluppare e incrementare i propri affari, o semplicemente rivendere.

Nella situazione di Riccardo si potrebbe facilmente scorgere il tema della variazione contrattuale, in particolare della variazione del portafoglio clienti. Se la provvigione del cliente in questione viene esclusa dall'estratto conto provvigionale dell'agente solo perché è cambiata la ragione sociale del cliente stesso, e si è spostata la fatturazione a un altro territorio, ma la merce viene consegnata nello stesso, allora questa esclusione non avrebbe ragione di esistere. Ma, in ogni caso, se questo viene fatto, bisogna valutare, calcoli alla mano, se questa variazione è di lieve, media o sensibile entità. A prescindere poi da quali saranno le valutazioni di Riccardo, gli viene rammentata la prescrizione, di natura quinquennale, delle provvigioni: dalla conclusione dell'affare, questi avrà cinque anni per reclamare il suo diritto.

Ascolta il podcast della puntata

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