Buoni pasto per agenti di commercio: sì o no?

Buoni pasto per agenti di commercio: sì o no?

Sempre più spesso nelle pubblicità dei buoni pasto si dà come assodato il fatto che anche i titolari di partita Iva possano utilizzarli per “risparmiare sulla dichiarazione dei redditi investendo in una spesa che ti godi ogni giorno: in pausa pranzo, al bar, al supermercato. Ideale per partite Iva, professionisti, piccole aziende”.

Così recitano le pubblicità!

Un agente di commercio, quindi titolare di partita iva, può comprare i buoni pasto e utilizzarli per le sue pause pranzo detraendone l’iva e deducendone i costi?

Lo chiediamo oggi in trasmissione al dott. Massimiliano Bellucci.


Il riassunto della puntata:

I buoni pasto sono fringe benefits che riguardano i redditi da lavoratore dipendente e sono stati creati per sostituire la mensa nelle aziende. Quindi le imprese possono portarli in deduzione, ma con determinati requisiti e per i loro dipendenti. E va ricordato che hanno comunque un limite di deducibilità esentasse.

Un agente di commercio può portarli in deduzione dalle tasse solo nel caso in cui si abbia un dipendente e inserisca sulla sua busta paga i buoni pasto come fringe benefit, indicando anche il numero di buoni usati.

Ascolta il podcast della puntata del 21/01/2019:

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